Lunghi paragrafi in arrivo perchè la mia mente sta viaggiando a 300 km/h a notte fonda (come sempre) e non so in quali altre parole esprimerlo (nè in quale etichetta metterlo tra coming out, solidarietà o storie personali, credo sia il mio primo o secondo post su questo sito che abbia mai fatto quindi so solo le basi di come funziona).
Ora ho 21 anni, mi sentivo così da quando avevo 11 anni, ma quando avevo 17 anni avevo provato a fare un qualche tipo di transizione almeno sociale e mi facevo chiamare con un nome maschile, ma l'avevo detto solo a un paio di persone che ormai non vedo più e ho lasciato stare tutto e ho deciso di vivere esternamente come donna cis.
Abitavo in una piccola città piena di vecchi e conoscevo poca gente come me, ma non siamo mai stati tanto amici e non ci vediamo da molto tempo. I miei genitori vengono da un paese di un altro continente dove la punizione per l'omosessualità è la pena di morte, ma solo mio padre la pensa come loro, ho avuto la fortuna di avere una madre un pò più aperta, lei sa che mi piacciono le donne e non le importa, il problema è se si tratta del genere non ho idea di come possa reagire a riguardo, ora che sono adulto so che potrei benissimo tagliare i contatti, lo vorrei fare con mio padre e il resto della famiglia estesa, ma mia madre è troppo cara per me per poter fare una cosa del genere, e ho paura di rovinare la dinamica familiare in generale anche con i parenti, per come tratteranno mia madre se mai decidessi davvero di fare un coming out o di iniziare addirittura una transizione medica, visto che io posso tagliarli ma lei non può tagliare loro (oppure loro possono decidere di eliminare lei dalle proprie vite e ci rimarrebbe malissimo).
Comunque, dopo quel periodo corto a 17 anni ho ignorato la sensazione per un pò di tempo perchè non stavo tanto male con il mio corpo o con usare il nome che ho sempre usato.
L'anno scorso mi sono trasferito in una città molto più grande per l'università e da lì sono cambiate molte cose, ho iniziato a uscire di più e ad avere realmente degli amici, sono quasi tutti queer (e molti anche neurodivergenti e/o autistici come me) e per una volta non mi sentivo un eremita.
Nonostante tutto uso ancora lo stesso nome e gli stessi pronomi che ho sempre usato.
Ho accennato qualche volta che uso tutti i pronomi e che sono forse un pò non binary/genderfluid e loro lo fanno (usare tutti i pronomi).
Io so benissimo che se dicessi a loro la verità la rispetterebbero subito, il problema è che ho molta paura del cambiamento.
Mi ritengo già fortunato che anche senza T pre tutto in certi casi posso anche passare perchè ho molti lineamenti che vengono considerati "mascolini", come il mio irsutismo, faccia squadrata o muscoli un pò più definiti grazie alla genetica, a questo punto se inizio hrt potrei addirittura essere stealth dopo qualche anno! Il problema è che sono così codardo che non ci voglio nemmeno pensare a provare, non voglio cambiare la mia vita, il mio corpo, non voglio mettere la mia vita a rischio solo per essere un pò più felice quando adesso sono già soddisfatto e non sto malissimo.
Ne ho parlato per la prima volta alla psicologa il mese scorso e me ne sono subito pentito, perchè lei da brava psicologa che è sicuramente proverà a parlarmene di nuovo alla prossima seduta mentre proverò a cambiare argomento.
Anche i miei amici hanno notato come sto. Ultimamente la mia disforia sta peggiorando sempre di più e loro hanno iniziato a darmi solo del maschile e non li sento più usare il femminile per me nonostante io lo utilizzo ancora per me, ho più paura io di cambiare che loro di accettare il cambiamento, è incredibile.
Ho anche una strana mentalità "o tutto o niente" che porta all'autosabotaggio nel caso non ho il "tutto" decido almeno di avere il "niente" per l'illusione di controllo, perchè un altro motivo per cui non voglio iniziare è perchè avrei preferito iniziare prima della mia pubertà (sarebbe stato impossibile anche se viaggiassi nel tempo perchè i miei, o almeno mio padre, non avrebbero mai permesso una cosa del genere) e ora penso sempre a come "è troppo tardi" anche se non lo è, ma la mia negatività a riguardo continua a convincermi che se volevo farlo davvero avrei dovuto farlo da adolescente al posto di girarmi i pollici ora e continuare ad autocommiserarmi e ad essere un codardo riguardo qualsiasi scelta che abbia a che fare con un cambiamento. Molti decidono di iniziare una transizione sociale prima di riuscire a prendere gli ormoni, e questa mia mentalità ha a che fare anche con come mi comporto a riguardo, non credo riuscirei a chiedere "erm... pronomi maschili per favore... potresti usare (nome maschile) per me...?" quando non ho iniziato con gli ormoni, visto come sono fatto io se mai succede il miracolo e inizio davvero, userò ancora il mio nome di nascita e pronomi femminili finchè non avrò una barba intera e folta (sto esagerando, e ovviamente questo è un ragionamento che utilizzo solo verso di me, se arriva un altro a chiedermelo non esiterei mai a rispettarlo solo perchè non è sotto ormoni, si sa che molti di noi, da umani, siamo molto più crudeli verso noi stessi che con gli altri).
Continuo a dirmi che è finita solo perchè voglio decidere io che è finita e che è ora di svegliarmi e vivere da donna, ma c'è sempre quel piccolo fastidio che diventa sempre più difficile da ignorare, ogni volta che penso a iniziare una vera e propria transizione penso anche "davvero? tutto qua? per sta cazzata?" perchè mi pare così tanto un fastidio da niente, e se lo inizio rovinerò la mia vita e quella di mia madre per cosa? Un piccolo fastidio che non ho nemmeno potuto sopportare?
Mi sento anche un rammollito sfigato senza spina dorsale se invece non lo faccio, i miei amici e la mia psicologa addirittura mi incoraggiano e io sono ancora immobile e non voglio nemmeno pensarci alla speranza di una possibile transizione, perchè significherebbe un cambiamento sicuro della mia vita, e molto più rischio sia per me che per chi mi circonda.
Vorrei tanto poter continuare a ignorare questa sensazione ma continuo a pensarci ogni giorno, e a pentirmi di aver fatto quel grande passo indietro dopo quel mio primo piccolissimo passo avanti a 17 anni.
(E lo so che 21 anni è ancora giovanissimo però è anche questo che fa paura perchè ho ancora molti anni davanti e decidere come viverli sembra una scelta impossibile).